LA RACCOLTA DELL'ACQUA Il territorio delle Murge è caratterizzato, per la sua natura carsica, dall’assenza di flussi idrici superficiali. Infatti, le valli, attive in tempi remoti, sono ormai asciutte, mentre il reticolo idrografico si è evoluto nel sottosuolo, convogliando le acque meteoriche verso una falda profonda, una riserva raggiungibile e sfruttabile solo con le moderne tecnologie.
«... l'acqua, la cosa più comune, quì la vendono; ma il pane è buono veramente, tanto che il passeggero scaltro suole farne provvista per il viaggio.» Nella Foto: Sagoma ricavata sulla pietra di copertura di un pozzoper appoggiare il secchio appena riempito. |
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Un'altra preziosa risorsa è costituita dall'acqua che si accumula nelle vaschette carsiche. Qui spesso si creano dei veri e propri microambienti colonizzati da alghe e piccoli animali. |
ACQUA E BIODIVERSITA' I ristagni temporanei di acqua nelle depressioni carsiche rese impermeabili dall'accumulo di sedimenti fini (chiamate nel gergo popolare "laghi"), costituiscono una preziosa risorsa per gli animali selvatici e soprattutto per gli uccelli. Le acque stagnanti ospitano anche numerose specie di microfauna (larve di insetti, piccoli crostacei, ecc.). In alcuni luoghi, è anche possibile rinvenire il tritone italico (Triturus italicum).
Il termine "lago", benchè usato impropriamente vista l'assenza di accumuli di acqua superficiali, è richiamato in molti toponimi (la foto in alto ritrae la località "lago cupo" in agro di Ruvo). Il termine fa riferimento proprio ad avvallementi a forma di conca (di solito doline) nei quali si possono verificare temporanei allagamenti. Secondo alcuni, non è esclusa la parziale origine antropica di alcuni "laghi". Nel corso della storia, infatti, le popolazioni potrebbero aver favorito il ristagno di acqua in questi posti, trasportando terre argillose e compattandole. Venivano così garantite riserve di acqua importanti in un territorio nel quale la carenza idrica era uno degli ostacoli più grandi alle attività umane.
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I "vagni" erano delle ampie cisterne aperte. Vi si facevano tuffare dentro le pecore per lavare la lana prima
della tosatura.