L'ACQUEDOTTO PUGLIESE

L’Acquedotto Pugliese taglia la Murgia confondendosi con il paesaggio in maniera suggestiva.

Si tratta di una delle infrastrutture più importanti dell’intera Puglia in quanto ha risolto, per gran parte, il drammatico problema dell’approvvigionamento idrico di questa Regione. Attraversa molte aree delle Murgia, connettendo gli elementi naturali e paesaggistici più significativi di questo territorio.

Si tratta di un’opera di grandissimo valore ingegneristico: con i suoi 1600 Km di canali (compresi i rami secondari) è il più lungo al mondo e terzo per la sua portata (circa 6000 litri il secondo).

Il Canale Principale parte dall’opera di captazione della sorgente del fiume Sele, una sorgente carsica che sgorga impetuosamente da una grande grotta, in Irpinia. A questa si è aggiunta in seguito la vicina sorgente del Calore. Di qui parte il percorso, che raggiunge Villa Castelli dopo 245 km. Tutto il canale è costruito in muratura, e funziona come un fiume sotterraneo in cui l’acqua scorre a pelo libero. Per superare le lame delle murge, esso corre spesso su ponti.

Nato da un’idea dell’ing. Camillo Rosalba che già nel 1867 individuò nelle sorgenti del Sele quelle idonee a dissetare la Puglia, vide l’inizio dei lavori nel 1906 grazie all’ azione di M. R. Imbriani e N. Balenzano. I lavori procedettero abbastanza rapidamente tanto che il 24 aprile 1915 fu possibile prelevare la prima acqua da una fontana a Bari. A questo primo periodo di intensa attività, seguì uno di stasi a causa degli eventi bellici del 1915-18. Nel 1919, però, con la costituzione dell’Ente Autonomo per l’Acquedotto Pugliese, i lavori ebbero nuovo impulso: la grande opera fu portata a termine nel giro di pochi anni e tutta la Puglia poté essere servita dall’acqua del Sele.

Tutte le strutture di pertinenza dell’acquedotto portavano il simbolo del fascio. Con la caduta del fascismo, tali stemmi furono rimossi, seguendo la logica di cancellare qualsiasi simbolo che ricordasse il ventennio. La foto ritrae una delle poche targhe nelle quali il simbolo è ancora presente.

L'ACQUA: UN BENE PREZIOSO

L' acqua è sempre stato uno dei beni più preziosi su questo territorio. Tanto che l'Acquedotto fu, e rimane ancora, tra le opere che hanno inciso maggiormente nella storia sociale ed economica di questi luoghi.

A conferma di quello che significò per la cittadinanza veder sgorgare l'acqua dalle fontane pubbliche, si riporta un'ordinanza del Sindaco di Ruvo di Puglia dell’11 Agosto 1918, nella quale si legge:
Il Sindaco, rilevato che alcuni cittadini ignoranti e incoscienti abusano in modo poco decente dell’acqua che proviene dalle pubbliche fontane, ordina:
- È vietato attingere acqua dalle fontane con recipienti voluminosi.
- È vietato lavare panni o recipienti sporchi vicino alle fontane.
- E’ vietato abbeverare animali o di usare dell’acqua in prossimità delle fontanine per scopi che possano offendere la igiene e la pubblica decenza e moralità;
I contravventori alle disposizioni della presente ordinanza sono puniti in conformità dell’Art. 218 e seguenti della Legge Comunale Provinciale, approvata con Regio decreto 21 Maggio 1908, n. 269.

 

Tracciato dell'Acquedotto Pugliese