Col termine “lamia” si suole indicare tipologia di dimora elementare abitata temporaneamente nei periodi di prolungati lavori campestri.
A pianta generalmente rettangolare (5 x 12 m.), la lamia è realizzata con pietra calcarea sagomata in blocchi posti in opera a secco, collocando i blocchi di dimensioni maggiori alla base.
I muri sono quasi del tutto ciechi, fatta eccezione per la porta ad un battnte posta sul lato più lungo, e per una piccola apertura su una delle pareti laterali.
La volta a botte (lamia), è sovrastata dal tetto. Costituito da travi, tavole ed embrici curvi locali, esso presenta generalmente uno spiovente inclinato verso il lato opposto a quello in cui si trova la porta, mentre solo di rado è a due spioventi, corrispondenti alle pareti laterali.
La lamia si compone di un unico vano, il cui elemento fondamentale è il grande camino posto in prossimità dell’ingresso.
Meno diffuse sono le lamie che si distinguono dalle precedenti per le differenti caratteristiche dimensionali e distributive, identificate dai toponimi di lamiedde e lamione. Il primo indica una lamia a pianta quasi quadrata di 4 x 5 m., il secondo una lamia di notevole lunghezza, che in qualche caso raggiunge i 40 m., composta da una serie di vani giustapposti (camere, cucina, vano per la lavorazione del latte, deposito formaggi, stalle…).