IL RIMBOSCHIMENTO DI FERRATA - JAZZO ROSSO

I rimboschimenti sulla murgia sono iniziati negli anni 1920 – 1930 ad opera dell’Ispettorato Forestale, Consorzio di Bonifica e della Comunità Montana Nel decennio 1971 – 1981 oltre 3000 ettari di nuovi boschi sono stati piantati in provincia di Bari.

Le specie arboree predominanti nei rimboschimenti sono le conifere, soprattutto il Pino d’Aleppo (Pinus halepensis) e cupressacee come il Cipresso comune (Cupressus sempervirens) e il Cipresso dell’Arizona (Cupressus arizonica), scelte per la loro spiccata capacità di adattamento a climi caldo-aridi e alla povertà dei suoli. Esse fungono da piante “pioniere” o colonizzatrici destinate a ricostituire un suolo idoneo ad altre piante tipiche dell’ambiente murgiano, come la Roverella (Quercus pubescens), il Fragno (Quercus troiana) e il Leccio (Quercus ilex).

L’evoluzione ecologica di questi ambienti è difficilmente prevedibile. Solo in pochi casi sono presenti sviluppi spontanei di esemplari arborei di roverella e di altre specie legnose autoctone, soprattutto dove il rimboschimento è vicino a fasce boschive naturali.

Nella maggior parte dei casi, il sottobosco si presenta povero e comunque scarsamente tipicizzato. Si rinvengono specie comuni nella “pseudosteppa mediterranea” cioè dell’associazione floristica che caratterizzava gli ambienti naturali sul quale è stato operato il rimboschimento e che continua ad essere presente nei pascoli limitrofi.

In definitiva, malgrado il loro indubbio valore ecologico e ricreativo, i rimboschimenti sono considerati da molti, a torto o a ragione, possibile causa di degrado paesaggistico anche per l’estraneità delle essenze utilizzate all’ambiente murgiano. Per altri rappresentano invece l’unico intervento possibile per rallentare il fenomeno dell’erosione dei suoli e del loro conseguente degrado.

Un’attenta manutenzione potrebbe mirante a facilitare lo sviluppo di specie arboree autoctone le quali gradatamente andrebbero a sostituire le conifere piantate artificialmente. In questo modo si mitigherebbero le possibili conseguenze negative di questo tipo di interventi, esaltando invece i propositi di tutela del territorio.

Ferrata-Iazzo Rosso rappresenta uno dei rimboschimenti più significativi in agro di Ruvo di Puglia. Può essere considerato, sostanzialmente, un esempio riuscito ed armonico di rimboschimento a conifere, in cui a 40 anni dall’impianto si comincia ad osservare una discreta naturalizzazione e stabilizzazione del sistema forestale.