CAMPI COLTIVATI

Uliveti, mandorleti e frutteti sono da segnalare per la presenza ai piedi degli alberi del famigerato Omphalotus olearius o fungo dell’ulivo che, come già detto, una stupida credenza popolare vorrebbe commestibile ma che invece è il maggior responsabile delle intossicazioni dalle nostre parti. Il fungo dell’ulivo provoca avvelenamenti a sindrome gastrointestinale a causa di sostanze resinoidi, irritanti per il tubo digerente. Il killer delle piante è invece il chiodino (Armillaria mellea) il cui micelio invade il fusto e le radici degli alberi provocandone la morte, quando spuntano i primi carpofori la sorte della pianta è segnata ; il chiodino è un discreto commestibile il cui valore è variabile rispetto alla pianta su cui alligna : buoni sono quelli di Robinia, Gelso e varie rosacee, discreti i chiodini di Olmo, Pioppo, Olivo, Salice, Bagolaro e Tiglio ; buoni solo sott’olio quelli di Quercia, Nocciolo e Carpino, sgradevoli ed indigesti quelli su Faggio, Castagno e conifere. Attenzione a non confonderlo con lo già citato zolfino (Hipholoma fasciculare). Un fungo curioso che si può scorgere sui tronchi degli alberi da frutto è il Poliporus sulfureus commestibile da giovane ma di scarsa qualità. Curiosa e bella a vedersi è l’invasione delle ceppaie della fruttificazione del Coprinus micaceus.