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Le Orchidee costituiscono una grande famiglia di piante alle quali appartengono non meno di 25 mila specie. Un aspetto interessante di questi fiori è che dal punto di vista evolutivo sono tra i più recenti e tutto fa pensare che la loro evoluzione sia ancora pienamente in atto.In Puglia esistono 17 generi e circa 70 specie e subspecie, più gli innumerevoli ibridi, cioè quelle forme che nascono dalla mescolanza di pollini fatta dagli insetti vivamente attratti dai colori e dagli odori dei vessilli. Anche se molto meno appariscente rispetto a quelli, per esempio, delle specie tropicali, questi fiori hanno adottato un vero e proprio «kamasutra» al fine di servirsi degli insetti per l’impollinazione. La meccanica di attrazione è estremamente varia e ci sono esempi di orchidee che giungono persino a drogare gli insetti con le loro emanazioni odorose. Per quanto riguarda gli organi riproduttivi, nella maggioranza dei casi, sullo stesso fiore sono presenti sia gli organi maschili che femminili. Tuttavia è stupefacente l’estrema specializzazione delle orchidee nell’evitare l’autoimpollinazione. Il caso più spettacolare di questo comportamento sessuale è costituito dal genere Ophrys i cui fiori si sono evoluti parallelamente agli insetti modificando forme e odori in funzione dei loro impollinatori. Si notano infatti sul fiore punti luccicanti a forma di occhio, oppure petali così ridotti da sembrare antenne e lobi piegati in modo da imitare le ali ripiegate di un insetto. È noto che i fiori delle ofridi vengono di regola visitati solo dai maschi delle specie impollinatrici: bombi, api, vespe e mosche. Osservando i movimenti dell’insetto sul fiore, si nota che sono quelli tipici dell’accoppiamento e permettono al polline di incollarsi sull’addome e quindi di essere ceduto al fiore successivo. |
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Fiori ingannevoli Molte orchidee copiano l'aspetto e l'odore delle femmine di alcune specie di insetti, in modo che i maschi ignari, nel tentativo di accoppiarsi con il fiore, ne trasportino il polline. Se questo fatto può sembrare sorprendente, ancora più strano è come in molti casi i maschi evitino i fiori che sono già stati impollinati. In un articolo pubblicato sulla rivista «Oecologia», un gruppo di scienziati dell'Università di Vienna spiega che i trucchi usati dalle orchidee sono ancora più raffinati di quanto non si pensasse. da www. lescienze.it © 1999 - 2001 Le Scienze S.p.A. |
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Barlia robertiana non produce nettare, tuttavia risulta comunque visitata ed impollinata dal Bombus hortorum. Questo perché è ospite di numerose colonie dell’afide Dysaphis tulipae il quale produce molta melata la quale si accumula negli speroni dei fiori dell’orchidea in questione. La melata dell’afide funge da attrattivo per il Bombus hortorum che così diventa l’impollinatore dell’orchidea. Bibliografia: d’Emerico S., Di Palma A., Medagli P., Porcelli F., 1993. La complessità dell’impollinazione delle orchidee in Puglia. Atti del Convegno: La Flora e la vegetazione spontanea della Puglia nella scienza, nell’arte e nella storia. Bari, 22-23 maggio 1993. |
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Anatomia del fiore di orchidea del genere Ophrys |
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