Il clima e le piante della Murgia

La naturalizzazione degli ex-coltivi

Il rimboschimento di Lama Ferrata

La Stipa austroitalica

L'olivo, pianta del povero e del ricco

L'Euphorbia spinosa

Le querce monumentali

La Peonia maschio

I Licheni

I fiori dell'autunno

Il Perastro

Le orchidee della Murgia (formato .pdf)

Orchidee & ambiente

Gli ibridi

Orchidee: miti e leggende

Le orchidee e gli insetti

Le forme e i colori dell'Orchis morio

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Sulla Murgia è possibile trovare diverse situazioni floristiche, frutto di una più o meno intensa attività antropica. Nelle zone più basse del versante adriatico è presente una macchia boschiva a quasi totale presenza di roverella (Quercus pubescens). Disposti a macchia di leopardo, sono presenti inoltre rimboschimenti di conifere risalenti agli anni ’20 - '70.

Il sistema ecologico più importante è la “pseudo-steppa”, presente qui in un assetto che la rende una delle più importanti del Mediterraneo. Si tratta di un ambiente che, prima ancora di essere il prodotto di azioni geologiche e climatiche, è il “risultato” di una attività antropica susseguitasi nel corso dei secoli. Accanto a trasformazioni recenti, infatti, si possono notare forme storiche, che hanno “costruito” nei secoli nuovi equilibri del paesaggio e dell’ecosistema, cancellando, forse definitivamente, anche la possibilità di comprendere i lineamenti originari.

Lo Studio per il Piano di Area del Parco dell'Alta Murgia fatto dal Politecnico di Bari (2002), suddivide la steppa dell’Alta Murgia in tre principali tipi fisionomici: Steppa, steppa-pseudogariga (17.000 ha) - Steppa con arbusti (9.700 ha) e Steppa arborata (3.200 ha).

Il primo tipo si riferisce alle steppe su suolo roccioso, prevalentemente diffuse sul versante confinante con la Fossa Bradanica. Il secondo tipo ha una distribuzione a chiazze ed è rappresentato da una prateria steppica su cui si rinvengono specie arbustive quali Prunus webbii, Rhamnus saxatilis, Pyrus amygdaliformis, Prunus spinosa, Quercus pubescens. Il terzo tipo è rappresentato da boschi radi a Quercus pubescens la cui componente arbustiva ed erbacea è rappresentata dalle stesse componenti floristiche dei due tipi sopra citati. Si rinviene con maggiore frequenza lungo il versante orientale e ha confini confusi con i caratteristici boschi a Roverella del margine adriatico.A tali ambienti è d’obbligo aggiungere gli ex-coltivi di antica o recentissima molti dei quali ormai si confondono con paesaggio floristico generale.Pur nella frammentarietà dell’assetto floristico attuale e nella forte ingerenza delle attività antropiche, in linea generale è ancora possibile riconoscere due tipi importanti di comunità vegetali definiti, dal punto di vista fitosociologico, come Festuco-Brometalia e Thero-Brachypodietea. Tali habitat sono annoverati nell’allegato I della Direttiva 92/43/CEE (Tipi di habitat naturali di interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di aree speciali di conservazione) e definiti rispettivamente “Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Codice 6210)” e “Percorsi sub-steppici di graminacee e piante annue (Codice 6220)”. Tali habitat sono leggibili in maniera chiara soprattutto sul versante ai confini della fossa bradanica, pur essendo presenti a macchia di leopardo un po’ ovunque sul territorio. Le specie vegetali spontanee censite sono circa 1.500 e rappresentano il 25% delle 6.000 specie presenti in Italia.